lunedì 27 febbraio 2012

il Belpaese che affonda



L’Italia possiede gran parte del patrimonio culturale del pianeta. E ha già dato prova di non saperlo conservare. E nessuno dei governi che si sono succeduti nei decenni ha dato prova di saperlo valorizzare, anzi. Ma qualcosa forse sta cambiando. Sono in atto delle rivolte: a iniziare sono stati gli occupanti del Teatro Valle di Roma che in nome della “cultura come bene comune”, da otto mesi occupano il teatro storico al centro di Roma. Sono stati loro a catalizzare una serie di proteste. E la rivolta è penetrata fin dentro le mura del ministero del Beni Culturali: i lavoratori di base, i dirigenti, i sovrintendenti, che hanno subito in silenzio fino ad oggi il declino del nostro patrimonio storico e artistico, hanno deciso ora che non vogliono arrendersi e hanno permesso alle telecamere di“Presadiretta” (Rai3) di entrare per mostrare alcuni dei delitti compiuti negli ultimi anni di negligenze e tagli ai fondi.


Come ad esempio a Sant’Ivo alla Sapienza a Roma, l’Archivio centrale dello Stato, dove preziosissime carte stanno letteralmente marcendo, e non carte qualsiasi, ma documenti di immenso valore storico e artistico. Come, ad esempio, le lettere di Michelangelo, gli atti dei processi a Caravaggio o le lettere di Aldo Moro. Testimonianze, reperti rari che i musei londinesi, francesi o tedeschi metterebbero in mostra in modo permanente.


Fonte: ilfattoquotidiano

Nessun commento:

Posta un commento