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sabato 26 maggio 2012

Whatsapp...

SMARTPHONE E SICUREZZA

Whatsapp, la app colabrodo: chat a rischio spioni

di Federico Formica
Un programmino chiamato "Whatsapp sniffer" permette a chiunque di leggere le nostre chat scambiate in wifi. Compresi gli allegati audio, video e fotografici. A rischio tutti i sistemi tranne il Blackberry

Se credevate che almeno le chat su telefonino fossero a prova di spioni sbagliavate di grosso. Whatsapp, una delle più popolari applicazioni di messaggistica per telefonini, ha una falla.

Se chattiamo mentre siamo collegati a una rete wifi pubblica, infatti, la nostra conversazione può tranquillamente essere letta da altri in un comodo e leggibilissimo file di testo. Tutto grazie ad una applicazione per cellulari Android chiamata “Whatsapp sniffer”: uno strumento molto semplice che permette di trovare tutti i telefonini collegati alla stessa rete wifi e di visualizzarne le conversazioni.

Compresi gli allegati fotografici, video e audio. In realtà Whatsapp Sniffer è stato rimosso dall'Android Market ma chi l'ha già scaricata può ancora utilizzarla per “bucare” le chat altrui. Ma c'è di più: non sono a rischio soltanto le chat scambiate con cellulari Android. Sono esposti anche i sistemi iOS (gli iPhone), Windows Mobile e Symbian. Gli unici al sicuro sono gli utenti Blackberry, visto che la Rim utilizza i propri server per veicolare il traffico dati.

Whatsapp ha annunciato di aver tappato la falla con una nuova versione, già messa a disposizione sull'Android Market e comprensiva dello “scudo” anti-spioni. In realtà il problema non sembra affatto risolto: anche la nuova versione sembra un colabrodo. Ad annunciarlo è Gdata, azienda produttrice di software antivirus, che consiglia di utilizzare Whatsapp utilizzando la connessione di rete del proprio operatore mobile.
(25 Maggio 2012)
 

lunedì 30 aprile 2012

L'erotismo degli scaffali per biblio-feticisti

Può una libreria colma di volumi affascinarci e sedurci? Lo scrittore Ralph Waldo Emerson non aveva dubbi: «La biblioteca di un uomo è una specie di harem». E nonostante viviamo un' epoca in cui è cambiato il modo di conservazione e di archiviazione del nostro sapere - sempre più digitale -, gli scaffali pieni di libri hanno ancora fascino e non solo utilità. Basta pensare alla libreria "Billy" prodotta da Ikea che è diventata un indice finanziario usato da Bloomberg per misurare la crescita economica. C' è di più. Nelle file di libri sistemati uno dopo l' altro c' è qualcosa di sexy e di feticistico. Anthony Dever nel 2009 si trovava in una libreria di seconda mano e, parlando con il proprietario, ebbe un' idea: se avesse fotografato quegli scaffali mettendone le foto in rete, forse sarebbero state apprezzate come una sorta di "porno" dagli amanti dei libri. Il proprietario lo guardò perplesso, ma sbagliava. Anthony inaugurò davvero un blog con le fotografie delle più belle librerie e lo chiamò "Bookshelf Porn" ( bookshelfporn.com ). Da allora ha ricevuto foto da ogni parte del mondo e conta più di centomila visitatori al mese. Ha creato un "porno-scaffale" dove si ritrovano tutti i guardoni dei libri pervasi da un bizzarro senso di felicità. Per questo motivo quel termine, "porno", non risulta inappropriato: restituisce in maniera cruda la nitida impressione di sensualità che i bibliofili hanno sempre avvertito ma che difficilmente hanno saputo spiegare. Vedere una bella e ricca libreria può compiacere un senso estetico, certo: ce ne sono di stravaganti e ingegnose, oggetti d' arredamento quando non veree proprie opere d' arte - lo dimostrano i due bei libri, appena usciti, di Alex Johnson, Bookshelf (L' ippocampo editore) e quello di Giuseppe Moltemi e Roberta Motta, Vivere con i libri (Mondadori). Ma una libreria rimanda anche a un desiderio: quello di partecipare alle storie che contiene e di chi le ha lette. Sta qui la differenza fra il "lettore" e il "possessore" di libri. Il primo non fa alcun caso se legge in formato digitale o cartaceo. Il secondo invece pensa a ogni scaffale della sua libreria (reale) come un' appendice del proprio corpo, il solo scorrerne i titoli gli richiama momenti particolari della vita ed è per lui uno stimolo intellettuale. Si capisce allora il successo di "Bookshelf Porn", come anche di altri fortunati social network letterari come "Goodreads" o "LibraryThing", dove le librerie fisiche e quelle digitali diventano complementari: trasmettono un' immagine, svelano qualcosa su chi è (o vorrebbe sembrare) colui che ha pensato e organizzato quella libreria. E ci fanno conoscere i suoi libri: quelli che Petrarca chiamava, premurosamente, "amici segreti". Una libreria è una geografia, una mappa che indica percorsi, storie e sentimenti. Più o meno quello che pensa il regista e attore John Waters, che ha regalatoa "Bookshelf Porn" l' aurea sentenza: «Se vai a casa di qualcuno e non ci sono libri, non scoparci». - MARCO FILONI

Repubblica, 29 aprile 2012, p. 42.

Colleghi, siamo ancora in tempo per non diventare dei biblio-arrapati compulsivi.

mercoledì 29 febbraio 2012

BiblioFagiolata Messicana


  Il nettare degli Dei!

Non sono così scientifico da specificare le quantità degli ingredienti ma vado sempre a occhio ogni volta secondo il numero dei partecipanti al prelibato banchetto.

Ingredienti:
- Olio d'oliva
- Cipolla
- Pomodorini (anche pomodoro tagliato a pezzi)
- Carote (tagliate sottili sottili sottili)
- Peperoni
- Funghi Chapignon
- Fagioli neri messicani (in mancanza anche i borlotti vanno bene)
- Peperoncini dolci (non essenziali)
- Salsetta messicana (in mancanza si può ovviare con passata di pomodoro rustica e tanto peperoncino piccante)
- Peperoncino piccante
- Jalapenos (se non si trovano se ne può anche fare a meno)
- Origano
- Cumino
- Sale
- Carne tagliata a tocchetti (maiale, vitello, pollo o salsiccia, pancetta affumicata, speck a cubetti)

- Preparazione e cottura: 90' circa.


La ricetta originale, secondo il maestro (sic. Trinità),  imporrebbe una cottura in padella di ferro rovinata e anche un po' arrugginita (che non guasta al sapore) con fuoco "naturale"!  Ma vista la mancanza una casseruola di terracotta o una padella d'acciaio e una cucina a gas vanno bene.