<< Quando Friz scriveva, le righe rappresentavano per lui delle strade e le lettere vi scorrevano sopra, su motociclette, cioè sul portapenne. Per esempio, la “i” e la “e” correvano insieme su una moto guidata solitamente dalla “i”, e si amavano con una tenerezza del tutto sconosciuta nel mondo reale. Siccome correvano sempre insieme, erano diventate così somiglianti che non non c’era quasi nessuna differenza fra loro, poiché l’inizio e la fine della “i” e della “e” erano simili (parlava delle minuscole dell’alfabeto latino), e soltanto nel mezzo la “i” aveva un trattino e la “e” un buchino. A proposito delle lettere “i” ed “e” dell’alfabeto gotico, spiegò che anch’esse giravano su una motocicetta; quello che le distingueva dalle lettere latine era qualcosa come un’altra marca di motocicletta, e il fatto che la “e” avesse una piccola scatola al posto del buchino della “e” latina. Le “i” erano erette, intelligenti e piene di distinzione, possedevano molte armi appuntite e vivevano in grotte, fra le quali, però, vie erano anche montagne, giardini e porte. Esse rappresentavano il pene, e il loro cammino rappresentava il coito. D’altra parte le “l” furono descritte come stupide, maldestre, pigre e sporche. Vivevano in grotte sotto terra. Nella città delle “l”, la polvere e le carte si accumulavano nelle vie; nelle loro casette “disgustose” esse mescolavano con l’acqua una tintura comperata nel paese delle “i”; bevevano quel miscuglio e lo vendevano con il nome di vino. Facevano fatica a camminare e non potevano scavare la terra perché tenevano la vanga capovolta, con la testa in basso, ecc. Apparve evidente che la “l” rappresentava le feci. Numerosi fantasmi erano riferiti allo stesso modo alle altre lettere.
[...]
….la scrittura pittografica antica, fondamento della nostra scrittura, è ancora viva nei fantasmi di tutti i bambini in particolare, in modo tale che i vari tratti, punti ecc. della nostra scrittura attuale sarebbero delle semplificazioni derivate da condensazioni, da spostamenti e da meccanismi con cui i sogni e le nevrosi ci hanno familiarizzato, - delle semplificazioni di pittogrammi antichi di cui però resterebbero le tracce nell’individuo. Il significato simbolico sessuale del portapenne appare chiaro in questi esempi… Si può osservare che il senso simbolico sessuale del portapenne si espande nell’atto di scrivere scaricandovisi. Allo stesso modo, il significato libidinale della lettura proviene dall’investimento simbolico del libro e dell’occhio. Altri elementi forniti dalle componenti pulsionali sono qui ugualmente in opera, evidentemente: il fatto di”guardare attraverso un’apertura” nella lettura, le tendenze esibizioniste, aggressive sadiche nella scrittura; all’origine del significato sessuale simbolico del portapenne, c’è probabilmente quello dell’arma e della mano. Diciamo ancora che l’attività della lettura è più passiva, quella della scrittura più attiva, e che diverse fissazioni agli stadi di organizzazione pregenitali hanno un ruolo importante nelle inibizioni che colpiscono l’una o l’altra. >>
Melanie Klein Le role de L’école
dans le développement libidinal de l’enfant, 1923 cit. in J. Derrida Della Grammatologia, 1969, p. 103
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