sabato 20 ottobre 2012

LIBRidO - Una nuova realtà


LIBRidO - Laboratorio di studi e servizi culturali è un’associazione di promozione sociale, nata nel 2012 per iniziativa di un gruppo di studiosi che, in seguito all’esperienza maturata nell’ambito del Master di II livello, organizzato dall'Officina di Studi Medievali in collaborazione con l'Università degli Studi di Palermo, in “Libro, documento e patrimonio antropologico. Conservazione, Catalogazione, Fruizione”, che hanno deciso di riunire le loro professionalità in un progetto comune.

 L’associazione si occupa di promuovere attività di ricerca e studio nel campo della conservazione, catalogazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali attraverso lo sviluppo e la realizzazione di progetti e servizi per il mondo della cultura, in particolar modo nel settore dell'inventariazione, catalogazione e conservazione dei beni culturali, nella gestione di biblioteche, archivi e centri di informazione.

Biblioteche - LIBRidO è in grado di offrire alle biblioteche pubbliche e private, tramite personale altamente specializzato (laureati in Conservazione dei Beni Culturali, settore archivistico-librario nel percorso di studi triennale, quadriennale e specialistico, e specializzati al Master di II livello in “Libro, documento e patrimonio antropologico. Conservazione, Catalogazione, Fruizione”) i seguenti servizi:
 - integrazione del personale addetto alle biblioteche, con apertura (anche serale), consulenza all’utenza (con attività di reference digitale, reference approfondito e quick reference) gestione degli acquisti (in continuazione con le scelte di collezione già presenti nella struttura o con interventi di risanamento delle stesse), inventariazione, catalogazione e prestito;
 - gestione delle attività correlate con uso dei principali software adottati nelle diverse biblioteche;
 - bonifica e automazione delle procedure catalografiche e gestionali;
 - catalogazione secondo le norme REICAT e gli standard internazionali di descrizione bibliografica (ISBD), soggettazione secondo il Soggettario delle biblioteche italiane, Catalogazione in SBN Antico e Moderno;
 - studio ed analisi progettuale per la collocazione fisica dei materiali bibliografici;
 - realizzazione di cataloghi in linea e cartacei;
- utilizzazione dei principali software di catalogazione e gestione bibliotecaria (SBN, CDS ISIS/Biblo, Biblomarca, @uol.it, Alexis, Sebina OL, Bookmark, BibloWin, TinLib);
 - attività di promozione della lettura e della biblioteca: mostra del libro, visite guidate per le scuole con laboratori di didattica della biblioteca, aperture serali o in occasioni di eventi particolari (con attività di supporto nella gestione della progettazione e comunicazione dell’evento);
 - progettazione ed organizzazione degli spazi;
 - progettazione di iniziative di comunicazione della biblioteca;
 - pubblicazione di bollettini delle novità.

Archivi - L'associazione è in grado di effettuare nel campo archivistico, grazie a personale qualificato (laureati in Storia, in Conservazione dei Beni Culturali e archivisti diplomati presso le Scuole di Paleografia Archivistica e Diplomatica degli Archivi di Stato e specializzati al Master di II livello in “Libro, documento e patrimonio antropologico. Conservazione, Catalogazione, Fruizione”):
 - lavoro di ordinamento ed inventariazione di archivi storici e correnti;
 - redazione di regesti, creazione di indici, inventari e repertori;
 - realizzazione di riproduzione fotografica dei documenti di maggior interesse storico (in b/n e colori);
 - informatizzazione e trasferimento dei dati su supporto informatico (DVD, CD-R, CD-RW);
 - descrizione di fondi antichi e moderni;
 - consulenza tecnico-scientifica per la stesura di progetti di protocollazione e archiviazione;
 - formazione professionale;
 - gestione e informatizzazione di archivi correnti;
 - gestione dei flussi documentali;
 - protocollo informatico;
 - scansione digitale;
 - titolario di classificazione degli atti comunali.
 L’équipe degli archivisti LIBRidO è in grado di effettuare analisi accurate in merito alle modalità di conservazione dei documenti archivistici e fatto predisporre una busta d’archivio in grado di far riposare i documenti "sdraiati" e non più in verticale come nei vecchi faldoni. In questo modo il materiale viene messo nelle migliori condizioni di conservazione non essendo sottoposto a stress e sollecitazioni per la posizione dedicata e rimanendo al riparo da luce e polvere. La busta predisposta è in cartone a ph neutro, approvato per la conservazione di materiale antico. É disponibile nel formato UNI e nel fuori formato per documentazione di archivio storico.

L'associazione si occupa, inoltre, della conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio antropologico, con particolare riferimento alle tradizioni popolari siciliane. Coopera con le Sovraintendenze e gli organi competenti per effettuare interventi e promuovere ricerche, con particolare riguardo ai settori bibliografico-archivistico, artistico-archeologico, storico-antropologico.

Associazione LIBRidO - Laboratorio di studi e servizi culturali
associazionelibrido@gmail.com
via Vitaliano Brancati, 16
90147 - Palermo

Presidente
Vincenzo Bagnera - 3397330924
vincenzo.bagnera@yahoo.it

Comitato direttivo
Pietro Simone Canale - 3284711502
pietroscanale@alice.it

Alessandra Mangano - 3477121833
alessandra806@hotmail.com

Anna Amandorla - 3281982728
ago84cx619zy@virgilio.it

Alessio Angelo - 3293231731
alessiofebo.angelo@gmail.com

Biagio Bertino - 3208483452
gigbertino@tiscali.it



domenica 23 settembre 2012

Bells

«Arance e limoni, dicon di San Clemente i campanoni.
Mi devi un soldino, dicono quelli di San Martino...». G. Orwell, 1984, VIII.

2 + 2 = 4

«Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente». G. Orwell, 1984, VI.

martedì 24 luglio 2012

Fottutissimi esami parte seconda...


PSC

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Già

Già

Ai miei colleghi la dedico...

martedì 17 luglio 2012

Convergenza digitale - AIB Notizie 8/98

Vi consiglio la lettura di questo interessantissimo articolo sulla convergenza digitale.

Convergenza nell'era digitale
Sfida per biblioteche, archivi e musei
di Maria Sicco


La DGXIII E/4 della Commissione europea ha organizzato lo scorso 13-14 agosto ad Amsterdam un seminario propedeutico alla partecipazione congiunta di biblioteche, archivi e musei al V Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, che inizierà nel 1999.
La novità del prossimo programma quadro sta nell'impostazione delle linee di azione, che non prevedono più una linea specifica per le biblioteche, ma danno la possibilità alle istituzioni culturali di partecipare insieme in qualsiasi punto ove esse trovino uno specifico interesse.
Per attivare fin d'ora la collaborazione fra biblioteche, archivi e musei è stato organizzato un interessante incontro internazionale che ha fatto il punto sulla situazione dei progetti europei finora realizzati, sulle future possibilità di sviluppo di programmi in area digitale, sulla necessità di fornire ai cittadini informazioni culturali in forma elettronica e sui relativi problemi di standard e di copyright.
Il seminario è stato suddiviso in sessioni, la prima delle quali era dedicata a L'organizzazione del sapere in ambiente digitale. La priorità in questo campo è quella di documentare, proteggere il patrimonio culturale digitale europeo e renderne facile l'accesso a tutti i cittadini.
A questo proposito già nell'ultima tornata di progetti del Programma Biblioteche il progetto ELISE II, attualmente in atto, si propone di fornire un accesso integrato a risorse multimediali eterogenee e si pone quindi come base da seguire per futuri interventi. Lo stesso si può dire per il progetto UNIVERSE, che offrirà agli utenti un unico punto di accesso a risorse informative in rete, servizi integrati e possibilità di futuri sviluppi nell'ambito del document delivery.
Un servizio multimediale di notevole interesse è quello fornito negli Stati Uniti dalla "Biblioteca digitale" della Library of Congress, che metterà a disposizione dei cittadini la documentazione completa sulla storia americana.
La seconda sessione era dedicata a L'accesso del cittadino al patrimonio digitale. Sono stati definiti i principi base per l'organizzazione del sapere e dell'informazione allo scopo di avvicinare i cittadini al patrimonio digitale. Si deve arrivare a consentire il reperimento di qualsiasi tipo di oggetto conservato in biblioteche, archivi e musei, creando reti di conoscenza che favoriranno la crescita sociale. Su questa linea di azione opera già il progetto VAN EYCK, che si propone di realizzare stazioni di lavoro con interfaccia uniforme per storici dell'arte e artisti, offrendo la possibilità di recuperare informazioni, localizzazioni e documenti di storia dell'arte. Altri progetti in questo ambito sono in atto in Danimarca, dove sulla base dei risultati ottenuti dal progetto JUKE-BOX si sta realizzando un archivio audiovisivo, e in Germania, dove il progetto Kulturbox offre all'utenza la possibilità di ricostruire paesaggi virtuali e di ricreare nel tempo l'aspetto di quartieri storici delle città. Tutti spunti che consentono di trarre ispirazione per nuovi progetti nell'ambito del prossimo programma quadro.
La terza sessione del seminario era dedicata a Il futuro del digitale. I problemi relativi a questo patrimonio infatti sono enormi per quanto riguarda la sua conservazione e il suo utilizzo a lungo termine, in un mondo in cui l'evoluzione della tecnologie rende obsoleti in breve tempo sia hardware che software. Sarà necessario trovare sistemi di archiviazione e di migrazione, strutture e processi che consentano la conservazione e l'utilizzo del patrimonio digitale nel tempo. A questo proposito si dovrà prevedere l'aggiornamento degli standard e la compatibilità retroattiva degli archivi. Si è lungamente parlato degli standard attualmente più usati per l'archiviazione e la trasmissione di dati, suoni e immagini, mettendone in risalto pregi e problematiche. Un altro progetto del Programma Biblioteche all'avanguardia in fatto di patrimonio digitale è NEDLIB, cui partecipa anche la Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Il progetto si propone di creare una rete di biblioteche di deposito del materiale digitale, cercando di risolvere i numerosi problemi giuridici, organizzativi, finanziari e tecnici legati al controllo dei dati, alla cattura dei documenti e alla loro conservazione. Del resto, in tutto il mondo vanno crescendo iniziative volte alla creazione di grandi archivi digitali, come l'Archivio generale delle Indie, dedicato alla documentazione del materiale storico ispanoamericano e le varie attività patrocinate dall'Unesco nel programma Memory of the World.
Di conseguenza la quarta sessione del seminario si è occupata di Convergenza di tecnologie e standards per le collezioni digitali. Sono stati esaminati e giudicati gli standard di descrizione, di accesso e di interconnessione di dati digitali, auspicando la convergenza di biblioteche, archivi e musei per facilitare la distribuzione e la visualizzazione di collezioni di oggetti digitali. Di questo problema fa parte anche il corretto utilizzo dei metadati per costruire e conservare patrimoni digitali delle istituzioni della memoria. é stato citato a proposito il progetto ONE e ONE II che ha creato il software SR, collegato a Z39.50, per l'interconnessione dei vari formati MARC utilizzati dalle biblioteche e per facilitare il prestito interbibliotecario di materiale digitale. I vari progetti del Programma Biblioteche sono stati citati perché all'avanguardia dal punto di vista tecnologico e perché utilizzabili per una fruttuosa collaborazione anche con musei e archivi in vista del prossimo programma.
La quinta sessione si è occupata di Nuovi servizi nel loro contesto legale. I problemi di copyright per quanto riguarda le pubblicazioni elettroniche e i servizi digitali sono infatti molto complessi e dovranno essere risolti con un accordo di base a livello internazionale che non danneggi troppo l'attività culturale ed educativa svolta da biblioteche, archivi e musei. Di questi problemi e delle licenze fra editori elettronici e biblioteche si è occupato e ancora porta avanti azioni di studio e di mediazione il progetto ECUP+. Ulteriori problemi sorgeranno per quelle istituzioni che, come ad esempio le biblioteche, diventeranno autori di basi dati digitali e quindi usufruiranno dei diritti, ma troveranno difficoltà a gestirne la parte finanziaria.
La sessione sesta e conclusiva del Seminario era articolata in un intervento di Ariane Iljon e in una tavola rotonda dei relatori sulle Strategie di ricerca in ambito tecnologico. é stato ribadito che il Quinto programma quadro è stato riorganizzato per semplificare le tematiche e renderlo più focalizzato, flessibile e disponibile al cambiamento.
L'approccio organizzativo del programma è sempre per linee d'azione e all'interno per temi; ai risultati si richiede soprattutto utilizzo da parte dell'utenza, accessibilità e affidabilità. Il valore nazionale di un progetto deve sempre essere sussidiario al valore aggiunto europeo. I risultati dovranno essere rivolti all'intera società e a risolvere le necessità dei cittadini. La linea di azione che prevede specificamente l'intervento di biblioteche, archivi e musei è quella dedicata a: Una società dell'informazione a misura d'uomo, il cui tema: Contenuti e strumenti multimediali richiede la valorizzazione del patrimonio culturale europeo. Il punto cruciale di questo tema riguarda Pubblicazioni elettroniche interattive e patrimonio digitale e contenuti culturali. Proprio su quest'ultimo punto si richiede di migliorare ed accrescere l'accesso al patrimonio culturale, facilitarne la valorizzazione e stimolare lo sviluppo culturale attraverso il contributo chiave di biblioteche, archivi e musei.
I tre punti chiave di questo tema sono:
1) fornire un accesso integrato al patrimonio digitale e ai contenuti culturali in collezioni eterogenee e distribuite (archivi digitali e tradizionali di biblioteche, musei, archivi, archivi di suoni, arte multimediale, cinema e televisione).
2) Accrescere la funzionalità delle collezioni culturali su larga scala provvedendo ad arricchirne l'interattività e la gestione e a risolvere i problemi di copyright.
3) Conservazione e accesso ai contenuti multimediali di valore, con particolare riferimento al materiale elettronico e alle copie elettroniche di materiali e oggetti fragili.
Altre possibilità potranno essere individuate in altre linee di azione quando la stesura del programma sarà definitiva.
Si auspica quindi, da parte di tutte le istituzioni della memoria, un maggior apporto sul piano delle collezioni digitali, della loro conservazione, dell'accesso unificato a raccolte distribuite e della realizzazione di nuovi servizi per il pubblico e si richiede inoltre una costruttiva collaborazione su questi punti con archivi e musei per poter presentare progetti validi e realizzare servizi innovativi per i cittadini europei.
L'Osservatorio dei programmi internazionali per le biblioteche, per facilitare la partecipazione italiana al programma, ha creato un apposito Gruppo di lavoro, cui partecipano rappresentanti di biblioteche, archivi e musei, la cui funzione sarà quella di seguire gli sviluppi delle azioni comunitarie in ambito culturale e favorire e coordinare la partecipazione italiana. Il Gruppo di lavoro ha presentato al Seminario un documento programmatico che è stato molto apprezzato e che potrà servire come base per la presentazione di progetti e la ricerca di partner internazionali.

SICCO, Maria. Convergenza nell'era digitale. Sfida per biblioteche, archivi e musei. «AIB Notizie», 10 (1998), n. 8, p. 8-9.

URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n10/98-08sicc.htm

Come si realizzava un foglio di papiro nell'antico Egitto?

l papiro è un materiale scrittorio vegetale. Era fabbricato utilizzando una pianta acquatica, il cyperus papyrus, allora era molto diffuso in Egitto lungo il Nilo, in Palestina ed in Sicilia.
Il papiro costituì fonte abbondante ed economica di materiale scrittorio per gli Egizi.
Questo supporto era prodotto utilizzando il fusto del cyperus papyrus (papiro). Il fusto veniva tagliata in strisce longitudinali sottili, lunghe oltre un metro e larghe pochi centimetri. Tali strisce venivano poi disposte, una accanto all’altra, sopra un piano orizzontale in modo da formare uno strato continuo e il più possibile omogeneo. Su questo strato ne veniva collocato un altro con le strisce in modo trasversale rispetto le prime, formando un reticolo. I due strati erano poi compressi o battuti in modo da far aderire le sostanze collose contenute nelle fibre, successivamente veniva fatto asciugare all’aria.
Asciugati, i fogli di papiro, potevano essere attaccati uno accanto all’altro, i quali formavano una striscia continua, detta volumen, l’antesignano del nostro libro.

Fonte: http://jeanmarie-balogh.ch/comunicazione-visiva/php/papiropergamenaecarta.php




mercoledì 20 giugno 2012

La biblioteca digitale in tasca! Pubblicazione della guida

Ricordate che ne avevamo parlato in aula?
Ecco qui, nella sua versione digitale, la guida ai servizi della Biblioteca digitale del nostro Ateneo.
http://tinyurl.com/bpmvtdb
L'avevamo concepita in maniera molto più fresca ed amichevole, ma purtroppo è stata "castrata" dal protocollo (a mio avviso troppo rigido) del gruppo Comunicazione di Ateneo, che ama alla follia il blu pantone :-p e disdegna tutte le iconcine che catturano l'attenzione dei più giovani ;-) Comunque ci abbiamo lavorato tanto e siamo contenti lo stesso. :-)
Volevo condividerla con voi.
Un caro saluto
Simonetta

domenica 17 giugno 2012

Campagna a favore dei colleghi-tirocinanti abbandonati

Sostieni la campagna di raccolta fondi per i colleghi-tirocinanti abbandonati.
Ogni giorno due colleghi-tirocinanti subiscono la triste sorte di recarsi al castello maledetto.
Aiutaci ad aiutarli. Dona 2 euro inviando un SMS al 44444.
Grazie

Fermiamo lo scempio degli abbandoni ai tirocini.

domenica 10 giugno 2012

Concorsi e borse di studio





Per chi non li avesse visti, vi segnalo due avvisi passati sulla lista AIB CUR.
Non so quanto valide possano essere queste occasioni di lavoro, ma è pur sempre utile dare un'occhiata per valutare.
http://istituzionale.provincia.mc.it/?p=36483#more-36483
http://letture.wordpress.com/2012/06/08/universita-di-milano-concorso-per-un-d-presso-la-divisione-coordinamento-biblioteche/


Buon lavoro con la tesina!
Simonetta


venerdì 1 giugno 2012

Dispensa sulla storia delle biblioteche antiche


Buongiorno a tutti! :-)
Mi faccio perdonare per il prolungato silenzio segnalandovi questa utile dispensa di Emilio Bertocci sulla storia delle biblioteche antiche.
https://pololig.files.wordpress.com/2012/05/eb-csa-sba121.pdf

Buona giornata
Simonetta

martedì 29 maggio 2012

sabato 26 maggio 2012

Il mio progetto di stage...


Lo stage che vorrei fare dovrebbe svolgersi in una struttura avviata, in una biblioteca che funziona, che accoglie gli utenti, che presta i libri, che offre i servizi di reference. Lo stage che vorrei fare dovrebbe fornire al tirocinante capacità vere, che possono essere trasmesse soltanto da bibliotecari esperti, da bibliotecari che conoscono il loro lavoro e che lo compiono passione e responsabilità. Lo stage che vorrei fare dovrebbe servire a mettere in pratica le nozioni teoriche di biblioteconomia, apprese durante un master di II livello.
La stage che vorrei fare dovrebbe avere tra gli obiettivi quello di far conoscere al tirocinante il mondo del lavoro, fatto di impegni, orari da rispettare, gerarchie, mansioni, etica, collaborazione tra colleghi; di invogliare il tirocinante a proseguire la strada che si è intrapresa, mostrando gli oneri e le fatiche, ma anche le ricompense e le gratificazioni di un lavoro fatto bene e con dedizione; di fare sbattere la faccia del tirocinante contro il muro della vita pratica all'interno di una biblioteca, delle problematiche di ogni giorno.
Le aspettative che ho per lo stage sono quelle che ci si aspetta da un master di II livello. In questo caso le aspettative che ho sono quelle che riguardano il coronamento di una formazione per addetti alla tutela, conservazione e fruizione del patrimonio librario, documentario ed etnoantropologico conservato presso biblioteche, archivi e musei. In semplici parole, lo stage che vorrei fare dovrebbe rendermi chiaro e noto il panorama lavorativo, che un master di II livello mi permette di tenere in considerazione.
Le motivazioni che supportano la scelta dello stage che vorrei fare sono quelle, forse futili e banali, che mi spingono a desiderare di poter avere un utente a cui consegnare un libro richiesto; di poter aiutare un utente disperato che cerca di inerpicarsi sui frastagliati e scoscesi cassetti di un catalogo a schede, oppure con "lena affannata" che cerca di stare a galla nel "pelago" dell'OPAC; di eseguire la catalogazione di monografie o seriali; di inventariare il patrimonio librario; di non dover attendere un utente che non arriverà mai perché "anche una biblioteca può morire. Muore perché le raccolte sono statiche. Muore perché non è quasi mai aperta. Muore per il disinteresse di chi la frequenta e, più importante, di chi non la frequenta. [...] Muore perché nessuno sa dove si trova. Muore perché ci vanno solamente i ragazzi delle scuole e i vecchi in pensione. Muore perché agli occhi dell'amministrazione essa esiste solamente come deposito per gli impiegati inabili, incapaci, indolenti, inutili o rompiscatole. Muore perché nessuno sa cosa possiede, perché i libri non si trovano, e perché non ha catalogo" (N. Harris, Il vivo Mattia Pascal, in «Biblioteche oggi» (3/2005), pp. 35-43).
Lo stage che vorrei fare dovrebbe poter essere coordinato all'attività relativa alla preparazione dell'elaborato progettuale per la prova finale: certo non è un obbligo, perché è pur sempre necessario un previo consenso del Coordinatore, però ciò risulterebbe equo e garantirebbe ai frequentanti un pari trattamento.
Lo stage che vorrei fare non dovrebbe essere troppo distante da casa, o difficile da raggiungere: è vero che 6 ore di tirocinio rappresentano solamente 1/4 di quelle disponibili in una giornata, ma 13 sono più della metà.

Whatsapp...

SMARTPHONE E SICUREZZA

Whatsapp, la app colabrodo: chat a rischio spioni

di Federico Formica
Un programmino chiamato "Whatsapp sniffer" permette a chiunque di leggere le nostre chat scambiate in wifi. Compresi gli allegati audio, video e fotografici. A rischio tutti i sistemi tranne il Blackberry

Se credevate che almeno le chat su telefonino fossero a prova di spioni sbagliavate di grosso. Whatsapp, una delle più popolari applicazioni di messaggistica per telefonini, ha una falla.

Se chattiamo mentre siamo collegati a una rete wifi pubblica, infatti, la nostra conversazione può tranquillamente essere letta da altri in un comodo e leggibilissimo file di testo. Tutto grazie ad una applicazione per cellulari Android chiamata “Whatsapp sniffer”: uno strumento molto semplice che permette di trovare tutti i telefonini collegati alla stessa rete wifi e di visualizzarne le conversazioni.

Compresi gli allegati fotografici, video e audio. In realtà Whatsapp Sniffer è stato rimosso dall'Android Market ma chi l'ha già scaricata può ancora utilizzarla per “bucare” le chat altrui. Ma c'è di più: non sono a rischio soltanto le chat scambiate con cellulari Android. Sono esposti anche i sistemi iOS (gli iPhone), Windows Mobile e Symbian. Gli unici al sicuro sono gli utenti Blackberry, visto che la Rim utilizza i propri server per veicolare il traffico dati.

Whatsapp ha annunciato di aver tappato la falla con una nuova versione, già messa a disposizione sull'Android Market e comprensiva dello “scudo” anti-spioni. In realtà il problema non sembra affatto risolto: anche la nuova versione sembra un colabrodo. Ad annunciarlo è Gdata, azienda produttrice di software antivirus, che consiglia di utilizzare Whatsapp utilizzando la connessione di rete del proprio operatore mobile.
(25 Maggio 2012)
 

Stage...

Stage... arriviamo!
Russe? Polvere? Dentici ai ferri? Libri? Inventario? Cetriolo con fondi?
Quello che troveremo lo scopriremo solo lunedì.


lunedì 21 maggio 2012

Schede

Forse un giorno vi capiterà di leggere su una qualche rivista scientifica un qualcosa scritto sotto mio nome. Per questo motivo voglio manifestarvi confidenzialmente qual è il mio vero parere in merito. Viene riportata la versione che non sarà data alle stampe.

«Mancano un "compà" e che si parli di calcio
Mariano Lanza ci prova e fallisce. Il suo romanzo rasenta il ridicolo. Dozzinale, banale, osceno, scadente: il peggior libro che io abbia mai letto. In un romanzo storico non basta inserire fatti storici presi da un manuale all'interno di una banalissima trama, bisogna che si abbia qualcosa da dire, che i personaggi abbiano veramente qualcosa da dire e non solamente «salve, come va?» «bene, tutto a posto». Il ricorso a fatti e personaggi storici non nasconde la totale mancanza dell'autore di una vera e propria cognizione della storia. Sfoggiare il nome di un normanno del XII secolo e poi usare i toponimi in uso adesso stona molto. Allo stesso modo l'uso di parole come progrom o concetti come "odio razziale" sembrano proprio fuori luogo per il periodo storico. E questi sono solo alcuni esempi. Poi sentirsi citare il gladiatore (al mio segnale scatenate l'inferno) è la ciliegina sulla torta.
La becera ideologia sicilianista di vittime delle invasioni barbariche dal nord che trapela da questo romanzo è veramente vomitevole. Per l'autore i siciliano-normanni sono tutti buoni, i tedeschi sono tutti orchi cattivi, i musulmani sono tutti dei volta gabbana e le donne musulmane tutte puttane a disposizione dei valorosi guerrieri normanni.
La scrittura è senza stile. Monotono. I personaggi parlano tutti allo stesso modo. Tutti danno del tu alla regina e all'imperatore. Forse l'autore avrebbe fatto bene a leggere qualche romanzo storico in più (Dumas, Manzoni, Scott, Hugo e tanti altri). Brutta mania quella di scrivere.
Un romanzo orribile. Ve lo sconsiglio.»

domenica 20 maggio 2012

Rassegna stampa

Colleghe e colleghi,
vi volevo ricordare che è sempre attiva la rassegna stampa che vi avevo proposto di costruire con gli articoli di giornale, dedicate alle tematiche del master. Insieme a qualche altro ho cercato di portare avanti lo spoglio. Per questo motivo vi volevo dire che i 300 ca. articoli selezionati possono tornare utili per le tesine di fine master (si spazia su tanti argomenti, ebook, libri antichi, archivi, editoria ecc.), quindi se volete abbiamo anche questo strumento in più, seppur limitatissimo. Vi invito a sfogliare e a cercare se c'è qualcosa che può tornarvi utile.
Il link della pagina ve lo invierò via mail.
Saluti saluti e ricordatevi che mancano 5 giorni.


PSC

martedì 15 maggio 2012

23 maggio 1992 - 23 maggio 2012


Giorno 23 maggio 2012 (alle ore 21.30), si terrà allo Steri di Palermo la commemorazione per il ventennale della morte di Giovanni Falcone, assassinato dalla mafia. Gli studenti del laboratorio di Poetica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di Palermo presenteranno la loro testimonianza.
Grazie.

lunedì 30 aprile 2012

L'erotismo degli scaffali per biblio-feticisti

Può una libreria colma di volumi affascinarci e sedurci? Lo scrittore Ralph Waldo Emerson non aveva dubbi: «La biblioteca di un uomo è una specie di harem». E nonostante viviamo un' epoca in cui è cambiato il modo di conservazione e di archiviazione del nostro sapere - sempre più digitale -, gli scaffali pieni di libri hanno ancora fascino e non solo utilità. Basta pensare alla libreria "Billy" prodotta da Ikea che è diventata un indice finanziario usato da Bloomberg per misurare la crescita economica. C' è di più. Nelle file di libri sistemati uno dopo l' altro c' è qualcosa di sexy e di feticistico. Anthony Dever nel 2009 si trovava in una libreria di seconda mano e, parlando con il proprietario, ebbe un' idea: se avesse fotografato quegli scaffali mettendone le foto in rete, forse sarebbero state apprezzate come una sorta di "porno" dagli amanti dei libri. Il proprietario lo guardò perplesso, ma sbagliava. Anthony inaugurò davvero un blog con le fotografie delle più belle librerie e lo chiamò "Bookshelf Porn" ( bookshelfporn.com ). Da allora ha ricevuto foto da ogni parte del mondo e conta più di centomila visitatori al mese. Ha creato un "porno-scaffale" dove si ritrovano tutti i guardoni dei libri pervasi da un bizzarro senso di felicità. Per questo motivo quel termine, "porno", non risulta inappropriato: restituisce in maniera cruda la nitida impressione di sensualità che i bibliofili hanno sempre avvertito ma che difficilmente hanno saputo spiegare. Vedere una bella e ricca libreria può compiacere un senso estetico, certo: ce ne sono di stravaganti e ingegnose, oggetti d' arredamento quando non veree proprie opere d' arte - lo dimostrano i due bei libri, appena usciti, di Alex Johnson, Bookshelf (L' ippocampo editore) e quello di Giuseppe Moltemi e Roberta Motta, Vivere con i libri (Mondadori). Ma una libreria rimanda anche a un desiderio: quello di partecipare alle storie che contiene e di chi le ha lette. Sta qui la differenza fra il "lettore" e il "possessore" di libri. Il primo non fa alcun caso se legge in formato digitale o cartaceo. Il secondo invece pensa a ogni scaffale della sua libreria (reale) come un' appendice del proprio corpo, il solo scorrerne i titoli gli richiama momenti particolari della vita ed è per lui uno stimolo intellettuale. Si capisce allora il successo di "Bookshelf Porn", come anche di altri fortunati social network letterari come "Goodreads" o "LibraryThing", dove le librerie fisiche e quelle digitali diventano complementari: trasmettono un' immagine, svelano qualcosa su chi è (o vorrebbe sembrare) colui che ha pensato e organizzato quella libreria. E ci fanno conoscere i suoi libri: quelli che Petrarca chiamava, premurosamente, "amici segreti". Una libreria è una geografia, una mappa che indica percorsi, storie e sentimenti. Più o meno quello che pensa il regista e attore John Waters, che ha regalatoa "Bookshelf Porn" l' aurea sentenza: «Se vai a casa di qualcuno e non ci sono libri, non scoparci». - MARCO FILONI

Repubblica, 29 aprile 2012, p. 42.

Colleghi, siamo ancora in tempo per non diventare dei biblio-arrapati compulsivi.

lunedì 16 aprile 2012

giovedì 29 marzo 2012

Pasqua siciliana nelle foto di Mario Virga

Mostre: Palermo, la Pasqua siciliana nelle foto di Mario Virga

ultimo aggiornamento: 29 marzo, ore 15:22


(Adnkronos) - Gli spazi del piano terra del Loggiato San Bartolomeo a Palermo ospitano da domani la mostra fotografica del palermitano Mario Virga ''Scenari di Resurrezione'', organizzata dall'associazione Agora' Formazione Permanente e dal Rotary Club Palermo Teatro del Sole, con il patrocinio della Provincia. La mostra sara' inaugurata domani alle 18 dal presidente della Provincia, Giovanni Avanti, e dall'assessore alla Cultura, Pietro Vazzana.
L'esposizione propone, attraverso 40 foto, un viaggio dentro i rituali della Pasqua in Sicilia, lungo lo spazio temporale che va dalla Domenica delle Palme fino al Venerdi' Santo e alla Domenica di Resurrezione. La mostra coglie gli aspetti religiosi e popolari piu' significativi della Pasqua siciliana, dai Misteri di Trapani, alla Real Maestranza di Caltanissetta, la visita ai Sepolcri a Palermo, i riti ortodossi di Piana degli Albanesi, la domenica della Palme a Gangi, il Venerdi' Santo di Enna. La mostra sara' visitabile fino all'8 aprile dal martedi' al sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 19.30. Domenica e festivi 9.30-13, lunedi' chiusura. Ingresso libero.

martedì 27 marzo 2012

E dopo i notebook ecco...il PLANTBOOK

Carissimi ecco a voi un giocattolino di ultimissima generazione...

Plantbook: ecco il laptop ad energia solare che si ricarica innaffiandolo - foto

Notebook e netbook di ultima generazione sembrano già superati. Plantbook sarà il computer del futuro?



Redazione Cadoinpiedi.it
Notebook e netbook di ultima generazione sembrano già superati. Plantbook sarà il computer del futuro?
Si tratta di un prototipo. E' stato progettato da Seuggi Beak e Hyerim Kim. Di fatto è un pc con delle doti davvero sorprendenti. Per ricaricarsi, questo piccolo laptop si arrotolo come se fosse una canna di bambù e si "innaffia". Entrambi i display, infatti, sono pieghevoli e possono essere avvolti facilmente.

Pare davvero irreale. Quando è stato arrotolato, il pc viene inserito all'interno in un bicchiere pieno d'acqua sotto il sole. Grazie ad un fenomeno di elettrolisi è in grado di ricavare l'energia necessaria, liberando ossigeno. Essendo un prototipo, non resta che attendere la produzione ed il lancio sul mercato di questo prodotto innovativo.

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sabato 24 marzo 2012

Italia Judaica: gli ebrei in Italia tra Rinascimento ed Età barocca

 
 
 
 
 
 
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Nella biblioteca digitale della Direzione generale per gli Archivi è disponibile in PDF il volume degli atti del convegno internazionale tenutosi a Genova dal 10 al 15 giugno 1984 con il titolo Italia Judaica: gli ebrei in Italia dal Rinascimento all’Età barocca.
Italia Judaica. Gli ebrei in Italia tra Rinascimento ed età barocca : atti del 2. Convegno internazionale : Genova, 10-15 giugno 1984. - Roma : Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1986. – (Pubblicazioni degli archivi di Stato. Saggi; 6).
Indice
Giuseppe Sermoneta, Aspetti del pensiero moderno nell’Ebraismo italiano tra Rinascimento e Età barocca
* * *
Ebrei d’Italia in un’epoca di transizione
Shlomo Srmonsohn, Divieto di trasportare Ebrei in Palestina
Roberto Bonfil; Riflessioni sulla storiografia ebraica in Italia nel Cinquecento
Michele Luzzati, Dal prestito al commercio: gli Ebrei dello Stato fiorentino nel secolo XVI
Aldo Agosto, L’Archivio di Stato di Genova e le fonti relative alla storia degli Ebrei genovesi dal XV al XVIII secolo
Ariel Toaff, Il commercio del denaro e le comunità ebraiche «di confine» (Pitigliano, Sorano, Monte San Savino, Lippiano) tra Cinquecento e Seicento
Renata Segre, Il mondo ebraico nei cardinali della Controriforma
Abraham Melamed, The Perception of Jewish History in Italian Jewish Thought of the Sixteenth and Seventeenth Centuries. A Re-examination
Il pluralismo del mondo culturale ebraico in Italia nei secoli XVI e XVII
Kenneh R. Stow, Delitto e castigo nello Stato della Chiesa: gli Ebrei nelle carceri romane dal 1572 al 1659
Rossana Urbani, Nuovi documenti sulla formazione della «Nazione ebrea» nel Genovesato durante il XVII secolo
Fausto Parente, Alcune osservazioni preliminari per una biografia di Sisto Senese. Fu realmente Sisto un ebreo convertito?
Giuliano Tamani, Parafrasi e componimenti poetici in volgare e in caratteri ebraici di Mordekhày Dato
Moshe Idel, Major Currents in Italian Kabbalah between 1560-1660
Dan Pagis, Baroque Trends in Italian Hebrew Poetry as Reflected in an Unknown Genre
Sergio J. Sierra, Lo Iessòd ‘Olàm («Il pilastro su cui poggia il mondo») e l’opera poetica di Moshèh Zacùt
Giuseppa Saccaro Battisti, La cultura filosofica del Rinascimento italiano nella «Puerta del cielo» di Abrahàm Cohèn Herrera
URL: <http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/Saggi/Saggi_6.pdf>
 

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giovedì 22 marzo 2012

Da Baudo a Cuticchio, docu-film sui gesti dei siciliani



L’incredibile capacità di comunicare con i gesti è stata per il popolo siciliano ciò che gli ha permesso di farsi comprendere in ogni momento della sua storia e da qualsiasi popolo straniero giungesse nella sua terra, per dominarlo o per rendergli omaggio. Avvalendosi delle qualità di alcuni tra i più talentuosi attori locali e girato in svariate parti della Sicilia, "La voce del corpo" è un docu-fim che si propone anche di essere un utile, ma pur sempre scanzonato e frizzante, vademecum per i turisti interessati a sapere di più sul luogo che si apprestano a visitare e sulle persone che lo popolano. Ad accompagnare lo spettatore in questo viaggio, oltre agli attori-guide, anche alcuni personaggi di spicco del mondo della cultura e dello spettacolo siciliani tra cui Pippo Baudo, Emma Dante, Lucia Sardo, Salvo La Rosa, Mimmo Cuticchio. Realizzato in collaborazione con la Film Commission Sicilia e l'assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, la docu-fiction di Luca Vullo (autore di "Dallo zolfo al carbone", documentario low-budget più premiato in Italia nel 2008, candidato al Globo d'oro 2009 e in corsa per il David di Donatello dello stesso anno) conta anche su una colonna sonora per gran parte made in Sicily, con brani di gruppi quali Agricantus, Tinturia e Ipercussonici.