lunedì 21 maggio 2012

Schede

Forse un giorno vi capiterà di leggere su una qualche rivista scientifica un qualcosa scritto sotto mio nome. Per questo motivo voglio manifestarvi confidenzialmente qual è il mio vero parere in merito. Viene riportata la versione che non sarà data alle stampe.

«Mancano un "compà" e che si parli di calcio
Mariano Lanza ci prova e fallisce. Il suo romanzo rasenta il ridicolo. Dozzinale, banale, osceno, scadente: il peggior libro che io abbia mai letto. In un romanzo storico non basta inserire fatti storici presi da un manuale all'interno di una banalissima trama, bisogna che si abbia qualcosa da dire, che i personaggi abbiano veramente qualcosa da dire e non solamente «salve, come va?» «bene, tutto a posto». Il ricorso a fatti e personaggi storici non nasconde la totale mancanza dell'autore di una vera e propria cognizione della storia. Sfoggiare il nome di un normanno del XII secolo e poi usare i toponimi in uso adesso stona molto. Allo stesso modo l'uso di parole come progrom o concetti come "odio razziale" sembrano proprio fuori luogo per il periodo storico. E questi sono solo alcuni esempi. Poi sentirsi citare il gladiatore (al mio segnale scatenate l'inferno) è la ciliegina sulla torta.
La becera ideologia sicilianista di vittime delle invasioni barbariche dal nord che trapela da questo romanzo è veramente vomitevole. Per l'autore i siciliano-normanni sono tutti buoni, i tedeschi sono tutti orchi cattivi, i musulmani sono tutti dei volta gabbana e le donne musulmane tutte puttane a disposizione dei valorosi guerrieri normanni.
La scrittura è senza stile. Monotono. I personaggi parlano tutti allo stesso modo. Tutti danno del tu alla regina e all'imperatore. Forse l'autore avrebbe fatto bene a leggere qualche romanzo storico in più (Dumas, Manzoni, Scott, Hugo e tanti altri). Brutta mania quella di scrivere.
Un romanzo orribile. Ve lo sconsiglio.»

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