Questo blog è la "palestra 2.0" dei corsisti del Master di II livello in “Libro, documento e patrimonio antropologico. Conservazione, catalogazione, fruizione” Università degli studi di Palermo - a. a. 2010 – 2011
mercoledì 21 marzo 2012
Borges: troppa informazione, meglio nel Medioevo
Libération pubblica il filmato di una straordinaria intervista a Jorge Luis Borges realizzata nel 1969 nel suo studio della biblioteca nazionale argentina, di cui era conservatore. "C'è troppa informazione oggi, si stava meglio nel Medioevo. C'erano pochi libri, ma tutti li leggevano"
martedì 20 marzo 2012
XX GIORNATA FAI DI PRIMAVERA
ELENCO LUOGHI APERTl
XX EDIZIONE GIORNATA FAI DI PRIMAVERA
XX EDIZIONE GIORNATA FAI DI PRIMAVERA
Da vent'anni, ogni volta un'Italia mai vista!
670 beni aperti. Visita a contributo libero.
sabato 17 marzo 2012
mercoledì 14 marzo 2012
Una vita di carta: "Un manifesto sul libro, sulla lettura e sulla dislettura. Su tutto quello che vi viene in mente pensando ad un libro"
UNA VITA DI CARTA...SELEZIONE ILLUSTRATI MAGGIO 2012
Enciclopedia Britannica 2.0
La più famosa e blasonata delle enciclopedie, infatti, rinuncia all'edizione cartacea e d'ora in poi sarà consultabile esclusivamente online o su dvd.
La prima edizione, stampata a Edimburgo, risale al 1768 e già allora ebbe un grande successo: vennero vendute 3mila copie. Dai 3 volumi iniziali si arrivò ai 32 pubblicati nel 2010. Col passare degli anni e con l'evolversi delle tecnologie, la versione digitale è diventata la più venduta. Fino all'annuncio ufficiale: quella aggiornata due anni fa sarà l'ultima ad essere stampata. "È un rito di passaggio in questa nuova era", ha detto al New York Times Jorge Cauz, presidente di Encyclopaedia Britannica Inc., "Questa notizia renderà certamente qualcuno triste o nostalgico, ma adesso abbiamo a disposizione strumenti migliori".
Certo è che nel 2012 molto meglio spendere 40 dollari per un dvd - o pagare appena 70 dollari all'anno per consultarla online - che sobbarcarsi i 60 chili dei 32 volumi a 1395 dollari.
Gestire il profilo facebook della biblioteca
Vi segnalo le slide di un corso molto interessante tenuto di recente a Genova da Virginia Genitilini, bibliotecaria di Sala Borsa da cui ho tratto tante idee e che ho citato tantissime volte in aula. Argomento: la gestione del profilo facebook della biblioteca.
Piccola chicca: a pagina 59, tra gli esempi di profili, c'è il nostro profilo FB dell'Università di Palermo :-)
http://www.slideshare.net/virna/mipiace-facebook-2012
Piccola chicca: a pagina 59, tra gli esempi di profili, c'è il nostro profilo FB dell'Università di Palermo :-)
http://www.slideshare.net/virna/mipiace-facebook-2012
martedì 13 marzo 2012
Divagazioni sulla scrittura
Quali sono gli investimenti emotivi di cui sono cariche le operazioni del leggere e dello scrivere? Mi sono imbattuta in un brano piuttosto evocativo, che ha l'andamento di una favola e poi una torsione psicanalitica: ve ne propongo un estratto.
<< Quando Friz scriveva, le righe rappresentavano per lui delle strade e le lettere vi scorrevano sopra, su motociclette, cioè sul portapenne. Per esempio, la “i” e la “e” correvano insieme su una moto guidata solitamente dalla “i”, e si amavano con una tenerezza del tutto sconosciuta nel mondo reale. Siccome correvano sempre insieme, erano diventate così somiglianti che non non c’era quasi nessuna differenza fra loro, poiché l’inizio e la fine della “i” e della “e” erano simili (parlava delle minuscole dell’alfabeto latino), e soltanto nel mezzo la “i” aveva un trattino e la “e” un buchino. A proposito delle lettere “i” ed “e” dell’alfabeto gotico, spiegò che anch’esse giravano su una motocicetta; quello che le distingueva dalle lettere latine era qualcosa come un’altra marca di motocicletta, e il fatto che la “e” avesse una piccola scatola al posto del buchino della “e” latina. Le “i” erano erette, intelligenti e piene di distinzione, possedevano molte armi appuntite e vivevano in grotte, fra le quali, però, vie erano anche montagne, giardini e porte. Esse rappresentavano il pene, e il loro cammino rappresentava il coito. D’altra parte le “l” furono descritte come stupide, maldestre, pigre e sporche. Vivevano in grotte sotto terra. Nella città delle “l”, la polvere e le carte si accumulavano nelle vie; nelle loro casette “disgustose” esse mescolavano con l’acqua una tintura comperata nel paese delle “i”; bevevano quel miscuglio e lo vendevano con il nome di vino. Facevano fatica a camminare e non potevano scavare la terra perché tenevano la vanga capovolta, con la testa in basso, ecc. Apparve evidente che la “l” rappresentava le feci. Numerosi fantasmi erano riferiti allo stesso modo alle altre lettere.
[...]
….la scrittura pittografica antica, fondamento della nostra scrittura, è ancora viva nei fantasmi di tutti i bambini in particolare, in modo tale che i vari tratti, punti ecc. della nostra scrittura attuale sarebbero delle semplificazioni derivate da condensazioni, da spostamenti e da meccanismi con cui i sogni e le nevrosi ci hanno familiarizzato, - delle semplificazioni di pittogrammi antichi di cui però resterebbero le tracce nell’individuo. Il significato simbolico sessuale del portapenne appare chiaro in questi esempi… Si può osservare che il senso simbolico sessuale del portapenne si espande nell’atto di scrivere scaricandovisi. Allo stesso modo, il significato libidinale della lettura proviene dall’investimento simbolico del libro e dell’occhio. Altri elementi forniti dalle componenti pulsionali sono qui ugualmente in opera, evidentemente: il fatto di”guardare attraverso un’apertura” nella lettura, le tendenze esibizioniste, aggressive sadiche nella scrittura; all’origine del significato sessuale simbolico del portapenne, c’è probabilmente quello dell’arma e della mano. Diciamo ancora che l’attività della lettura è più passiva, quella della scrittura più attiva, e che diverse fissazioni agli stadi di organizzazione pregenitali hanno un ruolo importante nelle inibizioni che colpiscono l’una o l’altra. >>
<< Quando Friz scriveva, le righe rappresentavano per lui delle strade e le lettere vi scorrevano sopra, su motociclette, cioè sul portapenne. Per esempio, la “i” e la “e” correvano insieme su una moto guidata solitamente dalla “i”, e si amavano con una tenerezza del tutto sconosciuta nel mondo reale. Siccome correvano sempre insieme, erano diventate così somiglianti che non non c’era quasi nessuna differenza fra loro, poiché l’inizio e la fine della “i” e della “e” erano simili (parlava delle minuscole dell’alfabeto latino), e soltanto nel mezzo la “i” aveva un trattino e la “e” un buchino. A proposito delle lettere “i” ed “e” dell’alfabeto gotico, spiegò che anch’esse giravano su una motocicetta; quello che le distingueva dalle lettere latine era qualcosa come un’altra marca di motocicletta, e il fatto che la “e” avesse una piccola scatola al posto del buchino della “e” latina. Le “i” erano erette, intelligenti e piene di distinzione, possedevano molte armi appuntite e vivevano in grotte, fra le quali, però, vie erano anche montagne, giardini e porte. Esse rappresentavano il pene, e il loro cammino rappresentava il coito. D’altra parte le “l” furono descritte come stupide, maldestre, pigre e sporche. Vivevano in grotte sotto terra. Nella città delle “l”, la polvere e le carte si accumulavano nelle vie; nelle loro casette “disgustose” esse mescolavano con l’acqua una tintura comperata nel paese delle “i”; bevevano quel miscuglio e lo vendevano con il nome di vino. Facevano fatica a camminare e non potevano scavare la terra perché tenevano la vanga capovolta, con la testa in basso, ecc. Apparve evidente che la “l” rappresentava le feci. Numerosi fantasmi erano riferiti allo stesso modo alle altre lettere.
[...]
….la scrittura pittografica antica, fondamento della nostra scrittura, è ancora viva nei fantasmi di tutti i bambini in particolare, in modo tale che i vari tratti, punti ecc. della nostra scrittura attuale sarebbero delle semplificazioni derivate da condensazioni, da spostamenti e da meccanismi con cui i sogni e le nevrosi ci hanno familiarizzato, - delle semplificazioni di pittogrammi antichi di cui però resterebbero le tracce nell’individuo. Il significato simbolico sessuale del portapenne appare chiaro in questi esempi… Si può osservare che il senso simbolico sessuale del portapenne si espande nell’atto di scrivere scaricandovisi. Allo stesso modo, il significato libidinale della lettura proviene dall’investimento simbolico del libro e dell’occhio. Altri elementi forniti dalle componenti pulsionali sono qui ugualmente in opera, evidentemente: il fatto di”guardare attraverso un’apertura” nella lettura, le tendenze esibizioniste, aggressive sadiche nella scrittura; all’origine del significato sessuale simbolico del portapenne, c’è probabilmente quello dell’arma e della mano. Diciamo ancora che l’attività della lettura è più passiva, quella della scrittura più attiva, e che diverse fissazioni agli stadi di organizzazione pregenitali hanno un ruolo importante nelle inibizioni che colpiscono l’una o l’altra. >>
Melanie Klein Le role de L’école
dans le développement libidinal de l’enfant, 1923 cit. in J. Derrida Della Grammatologia, 1969, p. 103
lunedì 12 marzo 2012
Ecco dei link molto interessanti:
Buon compleanno SALABORSA! :-)
http://www.aib.it/aib/ editoria/n23/0605.htm3
Intervista di Andrea Zanni a Umberto Eco sul wiki in Italia.
http://www.aib.it/aib/ editoria/n22/0510.htm3
http://www.aib.it/aib/ editoria/n22/0610.htm3
http://www.aib.it/aib/ editoria/n23/0103.htm3
Buon compleanno SALABORSA! :-)
http://www.aib.it/aib/
Intervista di Andrea Zanni a Umberto Eco sul wiki in Italia.
http://www.aib.it/aib/
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